I Ricoverati

A oggi è impossibile ricostruire l'elenco dei ricoveri negli Ospedali da campo di San Giorgio di Nogaro durante la Grande Guerra.
Per certo sappiamo solamente che negli anni 1916- 1917, ad ogni offensiva scatenata sul Carso, la media mensile dei ricoverati oscillava dalle 1.800 alle 2.400 unità, tra militari feriti e ammalati.



Questi i nomi dei pazienti dei quali abbiamo notizie certe o conserviamo copia del decorso ospedaliero:


Fulcieri Paolucci Di Calboli di Forlì, ricoverato nel gennaio del 1917 nell'ospedale neuro- chirurgico n.8 per grave lesione alla spina dorsale.


San Giorgio di Nogaro: Fulcieri, confortato dal padre Raniero, dalla sorella Camilla e dalla fidanzata Alessandra Porro,
dopo l'operazione che gli salvò la vita, il 21 gennaio 1917, da parte del professore Giuseppe Tusini,
colonnello medico e direttore della Scuola medica da campo di San Giorgio di Nogaro.



23 febbraio 1918: Fulcieri, medaglia d'oro e invalido della Grande Guerra,
animatore del fronte interno, parla alle operaie della Manifattura Tabacchi di Milano.



Passavanti Rossi Elia di Terni, ricoverato nell'estate del 1916 nell'ospedale n.238, per grave ferita maxillofacciale.


Elia Rossi Passavanti in uniforme di ardito, con le varie decorazioni e i distintivi delle ferite di guerra.
Accanto un'immagine del dopoguerra di Elia Rossi Passavanti, Consigliere della Corte dei Conti.



Briglia Eumene, classe 1888, originario di Massa Carrara, grande invalido di guerra: rimase paralizzato a causa di un proiettile penetrato nella nuca.

Ceriaconi Alessandro di anni 23, nativo di Senigallia (Ancona), deceduto per perforazione addominale nell'ospedale chirurgico n.238.
Del Ponte Camillo di anni 27, nativo di Lettomanopallo (Pescara), deceduto il 01 agosto 1915 per ferita addominale nell'ospedale chirurgico n.238.
Perra Francesco, di anni 26, deceduto il 3 agosto del 1915, per ferita perforante l'intestino nell' ospedale n.238.
Di Giovanni Giuseppe, di anni 24, nativo di Montesilvano (Teramo), deceduto il 31 agosto del 1915 nell'ospedale della CRI n.39.
Frongis Antioco nativo della provincia di Cagliari, deceduto il 15 dicembre 1915 per gangrena gassosa nell'ospedale della CRI n.39.
Zuddas Giovanni di anni 25, nativo di Serrenti (Cagliari), deceduto il 17 dicembre del 1915 per ferita al cranio nell'ospedale della CRI n.40.
Messina Francesco, di Trapani, deceduto il 26 marzo nell' ospedale n.50.


Messina Francesco


Mucci Domenico, nativo di Nocciano (Pescara) deceduto il 28 settembre del 1917 nell'ospedale n.234 e sepolto nel Tempio Ossario di Udine.
Perelli Giuseppe, nativo di Ruscio di Monteleone (Spoleto) deceduto il 18 luglio del 1917 nell'ospedale n.204 (località Torre Zuino) e sepolto nel Tempio Ossario di Udine.
Valenti Antonino, nativo di Trapani, deceduto nell'ospedale da campo n.234, il 7 dicembre 1916.


Valenti Antonino


Ugolini Bruno, ferito sul Carso il 28 maggio del 1917, tumulato nel cimitero di San Giorgio di Nogaro.
Contin Olga di anni 4, nativa di Terzo di Aquileia, ricoverata nel reparto pediatrico di San Giorgio per l'amputazione della mano destra.
Macorutti Angelo di anni 5, nativo di Muzzana del Turgnano, ricoverato nel 1919 nell'ospedale n.014 per ferite multiple causate dallo scoppio di una bomba a mano.

Infine:

H...H…, A...S…, C…M…, O...G…, R…L… e K…G…, prigionieri austriaci che furono ricoverati nel giugno del 1916 nell'ospedale della CRI n. 16, nella frazione di Villanova. Di questo ospedale da campo, in particolare, conserviamo copia del registro degli infermi dove vengono descritti con dovizia di particolare 95 interventi chirurgici che furono effettuati, dal 15 maggio 1916 al 31 dicembre 1916, dal dr. Prof. Otello Filzi. In questo rendiconto i soldati sono registrati solamente con le iniziali, con accanto il numero di matricola al quale corrisponde la numerazione progressiva del registro. Lo stesso criterio lo troviamo anche nel rendiconto dell'attività chirurgica dell'ospedale n.238, che fu prestata dal dr. Prof. Gherardo Forni, dove accanto alle iniziali dei feriti riporta la diagnosi e la tipologia dell'intervento chirurgico eseguito.


DA SEGNALARE:

Per concludere ricordiamo anche l'intervento chirurgico risolutivo di Giuseppe Tusini, fondatore dell'Università Castrense, che salvò la vita, nel febbraio del 1917, al caporale dei bersaglieri BENITO MUSSOLINI.



Chiamato urgentemente a soccorrere il ferito nell'Ospedale di Ronchi di Soleschiano, di quell'eccezionale intervento Tusini non trasse mai motivo di vanto e solo pochi intimi, e chi lo assisteva all'operazione, sapevano del fatto certamente eccezionale.
Alla sua morte, il DUCE fece pervenire alla famiglia questo telegramma di condoglianze: "E' cagione per me di profondo rimpianto l'annuncio della morte del Senatore Tusini. Non ho mai dimenticato, né dimenticherò il suo risolutivo intervento chirurgico all'Ospedale di Ronchi".
Così egli passò umilmente alla Storia.




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17-07-2018