Il Dott. Guerricchio Antonio di Matera


L'Arte sanitaria del dopo guerra


A fine conflitto, questi giovani laureandi, ex- combattenti, reduci da una guerra che li aveva profondamente segnati, si ritroveranno in una nuova "trincea" per rivendicare progresso e dignitą sociale.

Quelli, furono gli anni degli igienisti al potere sanitario, nel clima generale dell'attenzione alla asepsi e alla prevenzione delle grandi malattie infettive: sifilide, tubercolosi, malaria.
Accanto ai nuovi ospedali, alle mutue, alle cliniche e alle cattedre, si va sviluppando una medicina, e in essa una pediatria, in famiglia e in condotta che, pur in un relativo silenzio, vive un rapporto positivo di fiducia tra medico, famiglie e malati.

In questo capitolo proponiamo una raccolta di documenti e di atti (diari, citazioni) che ripercorrono quasi la metą del XX secolo e si intersecano necessariamente con quei pił vasti concetti generali che investirono la societą italiana di quell'epoca, ma che si impongono anche come percorsi individuali fatti di sogni, di ideali, di affetti e di amicizie, restituendo, se possibile, un'identitą umana a molti di quei nomi che sono stati scritti con un inchiostro, ormai sbiadito dal tempo, sui registri dell'Universitą Castrense di San Giorgio di Nogaro, nella Grande Guerra.






Non meno significativa questa dedica, pubblicata dal prof. Guido Berghinz nel Compendio di Pediatria, a riprova di quanto fosse stato forte il legame che unģ i Docenti e gli Allievi dell'Universitą Castrense, anche dopo la fine del Conflitto.


Dedica del Prof. Guido Berghinz







Gaetano Salvioli (1894-1982)
Archivio fotografico Docenti,
Universitą di Bologna.

Fra gli allievi di San Giorgio che scelsero la specializzazione in Pediatria segnaliamo la figura di Gaetano Salvioli, che nel 1962 fu insignito della medaglia d'oro per la Sanitą Pubblica Italiana




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15-10-2019